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venerdì 24 febbraio 2017

The Doors - Love Street



So che vivi in Love Street
c'è un locale lì, dove le creature si incontrano
mi chiedo cosa ci facciano lì
nelle domeniche estive e in un anno...
Immagino di aver gradito, finora.

martedì 13 dicembre 2016

"Ilenia", The Zen Circus: ti offenderesti se qualcuno ti chiamasse "un tentativo"?

https://www.youtube.com/watch?v=ns7X0k54VSA
linko qui il video perché non mi fa caricare il video ufficiale con anteprima. Buon ascolto. 

[...]qui le bare sono strette 
ma le vogliono abitare 
le chitarre senza corde 
l‘avere senza il dare 
qui confondono il dolore con le lacrime di gioia 
pochi brividi o sussulti 
molta prosa 
troppa noia 
qui non puoi fuggire 
perché tu sei il carceriere 
qui tutto è razionale 
solo obbligo e dovere 
qui dove vivi adesso 
in un anelito del cuore 
in attesa di un qualcosa 
di un qualcuno 
di un errore.
La musica indie c'ha la grande malattia dei testi. La maggior parte delle canzoni che amo con tutto il mio cuore e dal profondo della mia passione intellettiva hanno testi che possono tranquillamente essere considerati ridicoli, infantili e in generale discutibili.

Capisco chi storce il naso quando si parla di indie e io non ho mai fatto particolare propaganda del genere.

Così come non ho mai impiegato poi molto tempo a spiegare perché una moltitudine di artisti e di canzoni hanno un pezzo del mio cuore; appartengono a momenti precisi e sembrano evocare tutta la parte migliore dell'adolescenza (e la peggiore per i momenti di malinconia) che, tanto per intenderci, non è finita -o almeno credo-.

"Ilenia", il brano dell'ultimo album degli Zen Circus, è un campionario di frasi didascaliche.
Le vedo bene sopra foto profilo, in momenti immortalati per caso o fintamente casuali; le vedo schiaffate negli occhi di molte mie amiche e alcune perfino sulla mia pelle.

Perché il punto è questo: al di là della musica e della struttura, l'indie italiano rappresenta una generazione di esseri umani che sta avanzando a colpi di disagio in mezzo alle grandi strade della società.

Persi, nudi, inconscienti, impauriti, sensibili, Rocce e Isole. Siamo molte cose, noi Millennials. E Ilenia lo sa. E noi siamo Ilenia.

Che viene pure una gran voglia di suonare la batteria e sperare di essere almeno un briciolo figa quanto La Ragazza Del Video.


venerdì 2 dicembre 2016

Shake It Out- Florence+The Machine

Ogni demone vuole la sua libbra di carne 
ma a me piace tenere qualcosa per me.
Mi piace tenere forte i miei problemi 
è sempre più buio prima dell'alba

giovedì 10 novembre 2016

And my head told my heart:



[...]Oh, la vergogna che mi ha allontanato dal dio che una volta amavo
è la stessa che mi ha spinto nelle tue braccia.
La pestilenza aveva vinto
quando tu eri persa e io andato via 
e nessuna, nessuna speranza vincerà.
Ma se i tuoi conflitti colpiranno il tuo sonno

ricordati che la Primavera scambia la neve con le foglie.
Tu sarai felice e piena di energie di nuovo

quando le città splendono e il sole sorge. 

La mia testa ha detto al cuore "lascia che l'amore cresca", 
Ma il cuore ha detto alla testa "questa volta no, questa volta no".[...]

martedì 18 ottobre 2016

The Origin Of Love


La ruota dei colori. Mi sembra, osservandola, che tutti noi potremmo essere spiegati attraverso essa.


La fisica, in effetti, mi viene incontro con la spiegazione riguardo la struttura oculare dei coni di luce che percepiscono i nostri occhi. Ma non è solo questo.
Guardando le persone intorno a noi vedo che ognuno di noi possiede i tre colori primari. Siamo fatti di blu, giallo e rosso; elementi di acqua, di luce e di fuoco, energie che entrano l'una dentro l'altra e muovono il mondo (interiore o esteriore che sia). 

I nostri colori secondari altro non sono che la sintonia con altrettanti colori primari, quando trovi la persona con cui puoi combinare. È bello fino alla commozione combinare con qualcuno. Fa quasi male, malissimo. 

Però succedono anche i colori complementari, e qui sta l'inghippo: chi ti completa è spesso anche il tuo opposto. Distante, ma vicino. Complesso e complementare. 

Per ognuno di noi c'è un'intensità, una tinta e un'ombra. Io ci sto giocando adesso, mescolandomi furiosamente come in preda a colpo di genio, ma senza il genio. 

I vostri colori, mostratemeli. Quali sono? 

Nel frattempo, vi lascio con questa, da ascoltare subito dopo o quando volete:

mercoledì 10 agosto 2016

Giorgio Gaber - Il Dilemma





In una spiaggia poco serena
camminavano un uomo e una donna
e su di loro la vasta ombra di un dilemma.
L'uomo era forse più audace
più stupido e conquistatore 
la donna aveva perdonato, non senza dolore.
Il dilemma era quello di sempre
un dilemma elementare
se aveva o non aveva senso il loro amore.

In una casa a picco sul mare
vivevano un uomo e una donna
e su di loro la vasta ombra di un dilemma.
L'uomo è un animale quieto
se vive nella sua tana
la donna non si sa se ingannevole o divina.
Il dilemma rappresenta
l'equilibrio delle forze in campo
perché l'amore e il litigio sono le forme del nostro tempo.
Il loro amore moriva
come quello di tutti
come una cosa normale e ricorrente
perché morire e far morire
è un'antica usanza
che suole aver la gente.
Lui parlava quasi sempre
di speranza e di paura
come l'essenza della sua immagine futura.
E coltivava la sua smania
e cercava la verità
lei l'ascoltava in silenzio, lei forse ce l'aveva già.
Anche lui curiosamente
come tutti era nato da un ventre
ma purtroppo non se lo ricorda o non lo sa.
In un giorno di primavera
quando lei non lo guardava
lui rincorse lo sguardo di una fanciulla nuova.
E ancora oggi non si sa
se era innocente come un animale
o se era come instupidito dalla vanità.
Ma stranamente lei si chiese
se non fosse un'altra volta il caso
di amare e di restar fedele al proprio sposo.
Il loro amore moriva
come quello di tutti
con le parole che ognuno sa a memoria
sapevan piangere e soffrire
ma senza dar la colpa
all'epoca o alla Storia.
Questa voglia di non lasciarsi
è difficile da giudicare
non si sa se è cosa vecchia o se fa piacere.
Ai momenti di abbandono
alternavano le fatiche
con la gran tenacia che è propria delle cose antiche.
E questo è il sunto di questa storia
per altro senza importanza
che si potrebbe chiamare appunto resistenza.
Forse il ricordo di quel Maggio
gli insegnò anche nel fallire
il senso del rigore, il culto del coraggio.
E rifiutarono decisamente
le nostre idee di libertà in amore
a questa scelta non si seppero adattare.
Non so se dire a questa nostra scelta
o a questa nostra nuova sorte
so soltanto che loro si diedero la morte.
Il loro amore moriva
come quello di tutti
non per una cosa astratta
come la famiglia
loro scelsero la morte
per una cosa vera
come la famiglia.
Io ci vorrei vedere più chiaro
rivisitare il loro percorso
le coraggiose battaglie che avevano vinto e perso.
Vorrei riuscire a penetrare
nel mistero di un uomo e una donna
nell'immenso labirinto di quel dilemma.
Forse quel gesto disperato
potrebbe anche rivelare
come il segno di qualcosa che stiamo per capire.
Il loro amore moriva
come quello di tutti
come una cosa normale e ricorrente
perché morire e far morire
è un'antica usanza
che suole avere la gente.

martedì 19 aprile 2016

I pesci del mare giran per il mondo

Saltano al sole
E vanno nel profondo a fare l'amore...

https://youtu.be/5526HeL7uho

lunedì 14 settembre 2015

Offeso- Nicolò Fabi

Dillo pure che sei offeso 
da chi distrugge un entusiasmo 
da chi prende a calci un cane 
da chi è sazio e ormai si è arreso 
da tutta la stupidità 
chi si offende tradisce il patto 
con l'inutile omertà 
rimane senza la protezione 
del silenzio, dell'assenso 
del "tanto dobbiamo sopravviverci 
qui dentro" 

Quando vivere diventa un peso 
quando nei sondaggi il tuo parere 
non è compreso 
quando dire amore diventa sottinteso 
quando la mattina davanti al sole 
non sei più sorpreso 

Offeso 

Dillo pure che sei offeso 
dalle donne che non ridono 
dagli uomini che non piangono 
dai bambini che non giocano 
dai vecchi che non insegnano 
se hai qualcosa da dire dillo adesso 
non aspettare che ci sia un momento 
più conveniente per parlare 

Quando vivere diventa un peso 
quando nei sondaggi il tuo parere 
non è compreso 
quando dire amore diventa sottinteso 
quando davanti al sole la mattina 
non sei più sorpreso 
dillo pure che sei offeso.

Offeso.

lunedì 7 settembre 2015

The Origin Of Love, Mika



[...]like stupid Adam and Eve: they found love in a tree,
God didn't think they deserved it.
He taught them hate, taught them pride,
gave them a leaf, make them hide.
Let's put their story aside, 
you know the Origin is you...
You're the Origin of Love![...]

venerdì 13 febbraio 2015

Il giorno in cui Salvini decise di scendere a Palermo

Essere stronzi è un dono di pochi,
farlo apposta è roba da idioti
-Zen Circus, "Andate Tutti Affanculo"
Ho visto cose che voi umani non potreste neanche immaginare. Ho visto un politicante idiota, inutile all'umanità, scendere nella terra e nella città da lui precedentemente disprezzata per la sfilata di parole vuote che evidentemente ora sente il bisogno di piantare anche qui per far fiorire i suoi voti. Gli Interessi sono Interessi.

                                 https://www.youtube.com/watch?v=9V3MLVHZE6M


  • Si è alzato la mattina. Ha capito che questa vita non è più sua, che a lui tutto questo non interessa. Questo tempo così nuvoloso non lo contiene, non lo consola. Ha bisogno di cambiare; ad ogni uomo la sua rivoluzione, dunque. 

Ho visto sui social foto di questo politicante che cerca di intrattenere le sue pecore mantenendosi così social così young, che viene da chiedersi perché viene così difficile tollerare queste stronzate specialmente se fatte da personaggi pubblici e che forse, contraddizioni personali a parte, era meglio quando ognuno si faceva i cazzi propri.


  • Lui pensa: "Magari mollo davvero tutto. Mollo i soldi. Sì, l'ho detto. Mollo i soldi. Dio, che sollievo. Mollo i soldi, al massimo me ne porto un po', quel che serve per ricominciare un'altra vita".

Ho visto sostenitori di questo politicante difenderlo dalle offese ricevute su internet; persone supportatrici delle sue idee razziste e antidemocratiche; incoscienti di quella parte d'Italia che lui ha sempre denigrato.


  • "Io a tutte le cose per le quali mi batto e che mi hanno fatto diventare famoso, in fondo nemmeno ci credo. Non mi interessano più, sono già stanco. Non ho problemi con nessuno, ognuno alla sua pace, davvero. Magari magari mi trasferisco al sud: sole, mare, cannoli. Relax, sì. 

Ho visto una manciata di contestatori, il giorno dell'arrivo di questo omuncolo, agitare cartelloni davanti l'hotel dove avrebbe soggiornato. Cartelli con slogan ironici, motti e insulti.
L'imbarazzante scarsezza di manifestanti presenti a questo evento ha preso l'orgoglio di cui si facevano bandiera e l'ha buttato nel cesso.
Mi chiedo sinceramente cosa serva, o meglio cosa servirebbe, per dare uno schiaffo a questa classe politica che ci guarda e ridacchia, apprezzando come si apprezza il solletico insistente dopo più e più volte che dici "basta, e che cazzo" e continuando a farei suoi porci comodi.
Perché, in tutta sincerità: siamo d'accordo che è una classe politica così ridicola da non poter essere presa sul serio, ma noi siamo più barzelletta di loro...


  • "Sì, mi trasferisco e al diavolo tutta la politica finora sostenuta: voglio godermi la vita, voglio ingozzarmi della migliore pasticceria palermitana e gioire di quel che ho".

... e tutto questo fa piangere, amaramente.


  • Se, macari u signuruzzu. 


venerdì 17 ottobre 2014

Manifesto Della Resa #2

...Una lotta a gonfie vele, tu m’hai rotto le parole e non ti capisco al volo, se non voli con me …
Molteplici saranno i motivi e le dinamiche per le quali cambierò nell'arco di tutta la mia vita.
L'ho già fatto, tengo dei diari proprio per meravigliarmi di me e del mio passato e per ricordarmi non tanto chi ero, quanto perché ora sono. Ci pensate mai? Vi capita di avere appigli lasciati dal vostro passato che vi permettono di capire? Per ora io mi bombardo di domande sul perché, come sia successo che io adesso sia così, a volte non mi è chiaro nonostante le mie tracce d'inchiostro sulla carta, e sto lì con piccole mine nel cervello in attesa di esplodere dentro nuovi dubbi.

Mi ritrovo ad arrendermi facilmente, ogni volta. Questo succede perché io gli ostacoli li ho sempre evitati, qualche volta li affronto e di recente me li sono chiamati addosso.
Ed ecco che mi arrendo anche stavolta:


  • Non mi troverete puntuale. Il tempo avanza e io sto sempre indietro. Tuttavia arrivo, e se vi dico che verrò, io ci sarò.
  • Non sto nel caos. Fisico
  • Non so parlare. Non è la mia dimensione. I miei pensieri stanno bene dentro la scatola cranica e quando è necessario che escano fuori succede il finimondo. Sì mi piace parlare, interagire, le relazioni mi piacciono, l'uomo è una bella cosa, vale la pena viverla. Ma non riuscirò mai a dare tutta me stessa a voce.

Non è che io sia brava con le parole. Penso piuttosto loro siano brave con me, sanno come prendersi cura della mia persona. Se nella mia vita dovessi solo parlare, combinerei un macello.
La parola è una cosa inspiegabile per me, quando colgo quella giusta per una determinata occasione o in un qualsiasi contesto è un'illuminazione, una magia. Tutto gioca dentro il cervello, in silenzio.
E' per questo che ho deciso di scrivere: la parola più funzionante è quella detta in silenzio, quella che passa dagli occhi e non dalle orecchie.

Perciò mi arrendo.
Siateci, Umanità, questo non è un invito a rimanere fuori dalla porta. Io imparo dai rapporti ogni giorno, non è un post di misantropia annunciata.
Ma non sarò capace di molte cose, nonostante ci provi quotidianamente ad essere come tutti.
Chi ha fortuna, legga.

Pace e fiumi d'inchiostro per tutti voi,

Gea.


venerdì 11 luglio 2014

Disamistade - Fabrizio De Andrè





Un pensiero alla Palestina, in questo angoscianti giorni di fuoco, ché l'orrore lo sento fino a qui.

martedì 13 maggio 2014

"Museica" e altri appunti

·        Una vita piena è una vita politica, sociale, spirituale, intendendo la spiritualità fuori da ogni religione e non solo dentro, ma soprattutto individuale. Cosa intendo? Intendo dire che ogni tipo di ambizione è dannosa se non si dà spazio a tutto, nella propria miserabile esistenza. Sei un politico carismatico in carriera, ma sei un coriandolo di uomo dal punto di vista relazionale? Parli di uguaglianza, diritti per tutto, antimafia anticorruzioni di ogni tipo, e corrompi le tue relazioni? Fai schifo, stop. Dare tempo al tempo, avere coraggio di viversi, di vivere con gli altri e  di saper stare soli, al momento opportuno. Bisogna avere coraggio di andare oltre gli slogan e parlare con il cuore e agire di conseguenza. Guardo intorno e vedo che non è solo la tecnologia a logorare i rapporti umani, bastano solo gli umani. Io mi guardo e penso che quasi tutto mi manchi, e se non dovessi dedicare tempo ad altre cose, tempo che mi lascia solo un po' di tristezza e stress da elaborare, penso che lotterei in tutti i modi contro quella parte di me che si è abituata al niente di cui mi circondo. Lo farò, lo prometto. Questa è una campagna elettorale per me stessa. Mi voto?
·        La primavera è incredibilmente bella. Peccato che questi fottuti esami di stato si debbano fare in jeans a giugno, con il caldo che fa sudare persino lo stucco del tetto (e si scolla). Non vedo l'ora di uscirmene alla stessa misura in cui sono terrorizzata perché non mi sento per niente pronta. Sono andata indietro con la memoria un sacco di volte ai miei esami delle medie. Ho cercato di ricordare l'ansia che mi pervadeva perché ogni esame è un'ansia, ogni esame è una messa in gioco immensa; tralascio appositamente il discorso che gli esami delle medie erano più facili perché innanzitutto per me non lo furono al tempo, secondotutto perché l'ansia è ansia. Credo che stia scavando nella memoria per immaginare cosa mi aspetti, sebbene "immaginare" non sia il verbo adatto, quello lo faccio dall'inizio dell'anno, la gente me lo ribadisce dall'inizio dell'anno, piuttosto "prevedere". Ma proprio questo non è una cosa che posso fare al cento per cento. E in generale, non ne posso davvero più.
·        Museica è il nuovo album del signor Rezza Capa, lo ascolto da giorni perché da giorni lo "studio", cerco di capirlo. Mi ricordo, quando è uscito "Il Sogno Eretico", che qualche mese dopo, in una intervista, CapaRezza aveva anticipato dicendo che avrebbe scritto qualcosa di completamente diverso, che cinque album erano sufficienti per esprimere il suo pensiero politico e che avrebbe parlato di altro. Mi ricordo che sono rimasta molto incuriosita e perplessa, mi chiedevo cosa potesse scrivere. All'inizio questo nuovo album non mi ha fatto impazzire, e continuo a pensare che quel fantastico giocoliere di parole acuto e brillante che abbiamo sempre conosciuto sia un po' scemato (non scimunito) con questo album, cosa che mi dispiace alquanto. Però ora ho capito che in realtà mi piace, checché se ne dica: è come se CapaRezza avesse deciso di zoommare l'attenzione sulla sua vita, sulla nostra, parlando di problemi più "personali" se così si può dire, che in qualche modo riguardano tutti noi, problemi che affrontiamo un po' tutti, cose di cui ci lamentiamo. Ho un sentimento contrastante, per questa scelta (sempre che abbia capito bene): da un lato è una cosa bella, perché comunque lui rimane CapaRezza, un artista capace di non banalizzare mai, perciò anche queste riflessioni comuni sono viste in chiave originale; dall'altro mi domando il perché. Non il perché di questa scelta, è più che ammissibile che un artista decida di sviluppare un'altra via di narrazione e decida altro, ma il perché me lo pongo sul fatto che abbia deciso proprio questi argomenti, sono tematiche che davvero riguardano tutti. Devo approfondire perché molte cose nemmeno le capisco, il che presuppone che magari avrò la rivelazione più in là, come è già successo, e tutto diventi più affascinante di prima. Dopo cinque album politici, che tanto ci piacciono, un nuovo punto di vista. In effetti è così che funziona per tutti: cambiare è lecito, scuotere dissensi e reazioni svariate è ovvio, fare una scelta è giusto. Chissà a cosa porterà questo album, me lo chiedo perché a me piace molto CapaRezza, è sempre stato uno spunto per riflettere. Vi invito ad ascoltarlo, a primo impatto non piacerà, e avrete anche ragione. Ma se andate un po' oltre credetemi che non tutto è da buttare.
·        Sono molto belli questi puntini dell'elencazione
·             
·             
·             
·           
·        :)